Fonte: superando.it –
In occasione della recente Giornata Mondiale dell’Obesità del 4 marzo, l’Istituto Riabilitativo Montecatone di Imola (Bologna) – struttura impegnata nella riabilitazione di persone con lesione al midollo spinale o con grave cerebrolesione acquisita – ha voluto richiamare l’attenzione su un dato clinicamente rilevante nella mielolesione cronica: l’eccesso di peso si associa a un incremento significativo del rischio cardiometabolico, principale causa di decesso e non solo in questa popolazione.
«Negli ultimi decenni – sottolineano infatti da Montecatone – il quadro epidemiologico è profondamente cambiato: se in passato le complicanze respiratorie rappresentavano la causa prevalente di mortalità nelle persone con lesione midollare, oggi gli eventi cardiovascolari costituiscono circa il 40% dei decessi, superando le patologie polmonari (24%), un cambiamento legato anche alla crescente diffusione di obesità e sindrome cardiometabolica».
Tale evidenza è emersa dalla casistica presentata al congresso scientifico sul tema Clinical Nutrition Pills, svoltosi recentemente a Milano Marittima (Ravenna), al quale hanno partecipato tra gli altri Laura Simoncini, direttrice dell’Unità Spinale di Montecatone, Rosa Di Mauro, fisiatra, Giulio Spinucci, internista esperto di Nutrizione Clinica dell’Istituto e Luca Valeriani, responsabile della Nutrizione Clinica dell’AUSL di Bologna, con il quale la struttura imolese ha in corso una collaborazione nell’àmbito del progetto dedicato.
«Nella persona con lesione midollare – spiegano ancora da Montecatone – l’obesità non può essere valutata solo attraverso il peso o il BMI tradizionale [il BMI è l’Indice di Massa Corporea, N.d.R.]: la composizione corporea, infatti, è alterata, con aumento della massa grassa e riduzione di quella muscolare, e il dispendio energetico è significativamente inferiore rispetto alla popolazione generale. Ne deriva uno squilibrio tra calorie introdotte e consumo reale che, nel tempo, favorisce l’accumulo di grasso. A tal proposito, nell’esperienza del nostro Istituuto, in un anno di valutazione di pazienti cronici con età media di 52 anni, come emerge dai dati elaborati da Giulio Spinucci assieme al proprio team, è stata riscontrata una prevalenza pari all’80,5%, frequentemente associata a ipertensione, diabete e alterazioni lipidiche».
«L’invecchiamento della persona con lesione al midollo spinale – sottolinea Laura Simoncini – impone una revisione delle strategie alimentari e dell’impostazione preventiva. Integrare infatti in modo strutturato educazione nutrizionale e promozione di corretti stili di vita nel percorso riabilitativo significa intervenire in modo tempestivo sui fattori di rischio e ridurre l’impatto delle complicanze nel tempo».
Anche il quadro regionale relativo all’Emilia Romagna conferma la rilevanza del tema: in tale Regione, infatti, l’eccesso di peso riguarda il 42% delle persone tra i 18 e i 69 anni e supera il 50% tra gli ultrasessantaquattrenni. «L’obesità non è solo una questione individuale – afferma in tal senso Massimo Fabi, assessore dell’Emilia Romagna alle Politiche per la Salute -, ma una sfida di salute pubblica».
«Nelle persone con mielolesione – conclude il commissario straordinario di Montecatone Mario Tubertini – la valutazione dell’obesità deve rappresentare un elemento centrale del follow-up clinico; perciò investire oggi nella prevenzione significa ridurre la principale causa di mortalità e migliorare qualità e aspettativa di vita». (S.B.)
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